Filosofia
Nella primavera 2010 Alessandro Rosso e l’arch. Simone Micheli presentano un nuovo modo di pensare al mondo dell’accoglienza: spazi estremamente evocativi e funzionali per la nuova dimensione della città, per un nuovo concetto di “home away from home”. Questo progetto di ristrutturazione di spazi metropolitani è nato a Milano, ma è destinato alle principali metropoli del mondo.
Le prime 4 PHS (Permanent Hospitality Spaces), ideate da Alessandro Rosso e firmate dall’arch. Simone Micheli, nascono dal desiderio di riqualificare quegli spazi metropolitani degradati o abbandonati. Prende così forma un nuovo concetto di ospitalità: totalmente scardinati gli stereotipi dell’albergo canonico spariscono la reception, la lobby, le scale, gli ascensori, i corridoi. I singoli spazi si affacciano direttamente sulla città-strada. Ogni spazio ha un ingresso indipendente direttamente dalla vetrina fronte strada, controllato elettronicamente da un tastierino alfanumerico sul quale poter digitare il codice della prenotazione effettuata on-line tramite il sito web.E’ la città stessa che, scivolando sulle pareti, entra nello spazio e lo permea in un’osmosi semantica in cui significato e significante coincidono: la stanza diviene la città e viceversa.
Alessandro Rosso, ideatore del concept di questo nuovo progetto di riqualificazione urbana denominato
“town@house street” afferma: “In questo modo il concetto di ‘jet leg’ viene superato; quando si viaggia soli e si sta nella camera 1032 al 16° piano di un albergo ci si sente isolati, nei Town House Street invece si è immersi nella città, nella sua velocità, nel suo movimento, si possono osservare le luci della strada, entrare a contatto con il paesaggio, con i suoi abitanti, come si fa al tavolino di un bar all’aperto, si fa amicizia. La città diventa la tua compagna di viaggio. Ci si sente vivi mentre si guarda la città. Una casa con tutti i plus dell’albergo, in un proprio spazio”.
Simone Micheli, creatore del progetto di architettura degli interni di ”town@house street” aggiunge: “Quando Alessandro mi parlò di questo concetto e dell’intelligente progetto imprenditoriale, mi fu tutto chiaro da subito. Il mio progetto di architettura degli interni avrebbe dovuto trasmettere, saltando gli stereotipi conosciuti, unicità, forte identità, incredibile interconnessione con il sistema urbano. Ho creato, così, dei luoghi estremamente evocativi, funzionali, coinvolgenti, capaci di divenire veri e propri manifesti di un nuovo modo di pensare al mondo dell’ospitalità, di un nuovo modo di concepire il rapporto tra la dimensione della ricettività e la città. In questo progetto gli spazi esterni del connettivo metropolitano, considerati come i corridoi di un hotel, penetrano negli spazi confinati degli edifici e ne trasfigurano il senso. La ricercata osmosi, segnica e contenutistica, tra il fuori ed il dentro, esasperata dal brillante contributo fotografico di Maurizio Marcato, ha originato una miscela iconica esplosiva”.
town@house street, il nuovo urban living in ogni città del mondo.
Le prime 4 PHS (Permanent Hospitality Spaces), ideate da Alessandro Rosso e firmate dall’arch. Simone Micheli, nascono dal desiderio di riqualificare quegli spazi metropolitani degradati o abbandonati. Prende così forma un nuovo concetto di ospitalità: totalmente scardinati gli stereotipi dell’albergo canonico spariscono la reception, la lobby, le scale, gli ascensori, i corridoi. I singoli spazi si affacciano direttamente sulla città-strada. Ogni spazio ha un ingresso indipendente direttamente dalla vetrina fronte strada, controllato elettronicamente da un tastierino alfanumerico sul quale poter digitare il codice della prenotazione effettuata on-line tramite il sito web.E’ la città stessa che, scivolando sulle pareti, entra nello spazio e lo permea in un’osmosi semantica in cui significato e significante coincidono: la stanza diviene la città e viceversa.
Alessandro Rosso, ideatore del concept di questo nuovo progetto di riqualificazione urbana denominato
“town@house street” afferma: “In questo modo il concetto di ‘jet leg’ viene superato; quando si viaggia soli e si sta nella camera 1032 al 16° piano di un albergo ci si sente isolati, nei Town House Street invece si è immersi nella città, nella sua velocità, nel suo movimento, si possono osservare le luci della strada, entrare a contatto con il paesaggio, con i suoi abitanti, come si fa al tavolino di un bar all’aperto, si fa amicizia. La città diventa la tua compagna di viaggio. Ci si sente vivi mentre si guarda la città. Una casa con tutti i plus dell’albergo, in un proprio spazio”.
Simone Micheli, creatore del progetto di architettura degli interni di ”town@house street” aggiunge: “Quando Alessandro mi parlò di questo concetto e dell’intelligente progetto imprenditoriale, mi fu tutto chiaro da subito. Il mio progetto di architettura degli interni avrebbe dovuto trasmettere, saltando gli stereotipi conosciuti, unicità, forte identità, incredibile interconnessione con il sistema urbano. Ho creato, così, dei luoghi estremamente evocativi, funzionali, coinvolgenti, capaci di divenire veri e propri manifesti di un nuovo modo di pensare al mondo dell’ospitalità, di un nuovo modo di concepire il rapporto tra la dimensione della ricettività e la città. In questo progetto gli spazi esterni del connettivo metropolitano, considerati come i corridoi di un hotel, penetrano negli spazi confinati degli edifici e ne trasfigurano il senso. La ricercata osmosi, segnica e contenutistica, tra il fuori ed il dentro, esasperata dal brillante contributo fotografico di Maurizio Marcato, ha originato una miscela iconica esplosiva”.
town@house street, il nuovo urban living in ogni città del mondo.
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